Libri Estate 2012: "Marilyn Monroe La donna più bella del mondo"

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Cinema, libri e misteri. Anzi, il mistero: la morte di Marilyn Monroe è il tema dell'avvincente saggio investigativo di Andrea Carlo Cappi. Appuntamento inevitabile per questa estate sotto l'ombrellone

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Marilyn Monroe è stata la diva più celebre della storia di Hollywood. Per molti è anche stata, semplicemente, “la donna più bella del mondo”. E proprio così si intitola l’avvincente saggio investigativo di Andrea Carlo Cappi (Aliberti Editore, pp.272, euro 16), uscito a maggio nelle librerie. In piena estate e alle porte delle classiche ferie d’agosto, è questo il libro che Attenti al Cine consiglia vivamente ai nostri lettori appassionati di cinema, dvd e, perché no, anche di riflesisoni scomode.

Sì perché “La donna più bella del mondo”, narrato con prosa infallibile dal documentatissimo Cappi è un viaggio nelle verità nascoste della morte che sconvolse Hollywood in quella tragica notte d’agosto del 1962. Verità che vengono elencate con assoluta onestà intellettuale, distillando certezze fattuali e ipotesi mai campate per aria, senza mai indulgere a una facile rincorsa al sensazionalismo, tanto meno a quel sottogenere di letteratura “complottista a tutti i costi” che fa la felicità del pubblico di palato buono.

Andrea Carlo Cappi, per capirci, non fa il Dan Brown del caso Marilyn Monroe, nè si reinventa novello Giulietto Chiesa ideologizzato stile “le Torri Gemelle se le sono abbattute gli americani”. Libero da condizionamenti e pregiudizi ideologici, l’autore cerca di proporre tutte le possibili ipotesi del decesso di una diva che, quel 5 agosto 1962, era ancora una splendida donna di 36 anni, al vertice della popolarità, libera da condizionamenti contrattuali, anche se schiava di una dipendenza farmacologica. Scrittore e saggista specialista in fiction e non-fiction, esperto di thriller e spionaggio (tra i massimi conoscitori della saga di James Bond), autore di fumetti per la celebre collana “Martin Mystère”, Cappi sa ricorrere a un linguaggio essenziale, potremmo dire “americano”, per trascinarci letteralmente al cuore del problema.

Dopo aver narrato la parabola professionale (ma anche psicologica) di Marilyn, l’autore ci trascina al centro del mistero: e cioè quando (da intendere a che ora) e come morì la leggendaria diva contesa dagli studios di Hollywood ma anche, a quanto pare, da politici illustri (un presidente come John Kennedy, un procuratore generale come Bob Kennedy), colleghi e uomini dello spettacolo (come Frank Sinatra), boss mafiosi (come Sam Giancana), campioni dello sport come Joe Di Maggio e intellettuali come Arthur Miller. Ciascuno di costoro si prese un pezzo di Marilyn, chi più, chi meno. Molti di loro (e anche di più) finirono a letto con lei. Ciò che restarono furono i cocci di una vita solo accennata, zavoratta sin dalla nascita da traumi e abbandoni, tradita da amici e collaboratori.

E a proposito di segreti e tradimenti - si chiede il libro di Andrea Carlo Cappi - fu vero suicidio quello della Monroe? Quando alle 4.25 del mattino del 5 agosto 1962 la polizia di Los Angeles riceve una chiamata dal quarteire di Brentonwood, annunciante la morte della più grande diva, lo scenario che attendeva la scientifica nell’appartamento al numero 5 di Helena Drive era quello originario del momento del decesso? Quale ruolo possono aver avuto la governante Eurice Murray e lo psicologo personale della diva, il dottor Greenson? L’appartamento della Monroe era infarcito di microfoni: chi li aveva collocati? Cia? Fbi? Mafia? Investigatori privati?

E’ vero che la Monroe teneva un regolare diario, poi scomparso (dalla copertina rossa, giunto addirittura alla polizia di Los Angeles) gelosamente custodito, pieno zeppo di riflessioni e indiscrezioni, forse compromettenti per i cinici fratelli Kennedy (che si passaraono allegramente come amante l’attrice, e che forse sono coinvolti nella sua morte, alla faccia dell’immagine da santino che hanno conquistato presso la Storia)? E’ infine vero che la Monroe tenesse rapporti non troppo limpidi con mafiosi e/o intellettuali e artisti di area filo-comunista?

Attingendo ad alcune rivelazioni descretate di recente, e compiendo un’osservazione dall’alto che collega una moltpelicità di punti apparentemente distanti, Andrea Carlo Cappi consegna alle librerie un saggio preziosissimo. Imperdibile per chiunque sia appassionato di Marilyn Monroe, della grande Hollywood, e dei misteri di un’America dove la guerra fredda, talvolta e per qualche sfortunato, si faceva calda. E a proposito di quest’ultimo aspetto, mettendo in relazione il dietro le quinte hollywoodiano con la situazione generale politica interna agli Usa e internazionale (con riferimento ai paesi dell’Est, agli equilibri Usa/Urss, alla Crisi della Baia dei Porci e dei missili a Cuba) l’autore dimostra anche una profonda conoscenza del momento storico.

Non il classico, innocuo saggio sensazionalistico e vagamente cinefilo. “La donna più bella del mondo” di Andrea Carlo Cappi è un libro che, sul caso Marilyn Monroe, dirà per molto tempo la sua.

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