Estasi e depressioni dall'universo DVD
Meryl Streep a Londra presneta il manifesto di "The Iron Lady" e concede alla Thatcher l'onore delle armi.
Proprio vero che, in politica, basta varcare i confini italici per respirare un'altra aria. Il clima da bar sport tipico della politica tricolore - con corredo di visioni in bianco e nero da una e dall'altra parte, nonché di lanci di monetine e ossessioni complottarde - ha ben poca cittadinanza in altri paesi. Soprattutto quelli anglosassoni.
Prendiamo Meryl Streep. Passata da Londra per presentare il nuovo manifesto di "The Iron Lady", suo ultimo film incentrato sull'ex premier conservatore Margaret Thatcher, la grande attrice americana ha detto cose equilibrate sul controverso leader britannico degli anni Ottanta.
Pur essendo (come la stragrande maggioranza dei divi a Hollywood) di simpatie cosiddette "progressiste", la Streep ha detto: "E' stato un privilegio interpretar la Thatcher. Ho ringraziato il cielo di essere una attrice e di avere l'opportunità di indagare con empatia la vita di una persona. Ovviamente non sono d'accordo con molte delle sue politiche, ma sento che ci credeva veramente e che si basavano su convinzioni oneste, non era un politico "cosmetico" che cambiava faccia per adattarsi ai tempi. Credeva veramente in ciò che faceva, ed era coerente, è qualcosa di molto raro."
I maligni parleranno di promozione per il film, ma chi conosce un minimo l'atteggiamento bipartisan che si ha su determinati argomenti in Gran Bretagna e Stati Uniti, sa che l'attrice si è limitata a esprimere una propria opinione. Per di più convalidata dai giudizi storici formulati negli ultimi trent'anni.
"The Iron Lady", diretto da Phyllida Lloyd uscrà nelle sale americane il 16 dicembre.
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