Estasi e depressioni dall'universo DVD
Susan Sarandon esterna all'Hampton Film Festival: "Questo Papa è un nazista". Nel dubbio di non essere stata capita, ripete l'illuminante conmcetto. Fesserie da Hollywood "liberal", una tassa che bisogna pagare.
Idee a sinistra, portafoglio a destra. Puzza sotto il naso, ma il "popolo" sempre in bocca. A parole, però. Perchè se poi bussa al campanello di casa, sarebbe antipatico dire al maggiordomo di allontanarlo perchè si sente un po' troppa puzza d'aglio. Radical-chic sempre e comunque, Susan Sarandon. L'ultima uscita dell'attrice americana, evidentemente orfana di un bel presidente repubblicano alla Casa Bianca da disprezzare (ora c'è il suo amato democratico nonché Nobel per la Pace Obama, che in politica di sicurezza nazionale sta facendo più operazioni militari mirate di Bush, i terroristi islamici non li porta a Guantanamo ma li fa secchi direttamente con gli aerei senza pilota, i "droni") è disperata.
Come comunicare al mondo la sua correttezza politica? Come dare una lucidata alla propria anima bella e progressista? Non c'è più Bush Jr., si è detta l'ottima attrice (e pessima pensatrice) di New York, e allora chi posso mettere nel mirino delle mie esternazioni? I vari dittatori sparsi per il mondo no, non si può, anche perchè sono tipi come il coreano Kim Jong Il, o i generali birmani, o il cubano Fidel Castro, tutta gente "de sinistra", quindi non è chic tartassarla. Poi la risposta al torturante quesito è arrivata sotto i capelli curati da qualche chaffuer della Quinta Strada: sì, il Papa! Il Papa tedesco. E "nazista", va da sè.
La Sarandon, tra l'altro, è cresciuta in una famiglia cattolica, e quindi cosa c'è di più chic del creare frizioni con le proprie radici? Più o meno è la stessa regola che vuole alcuni occidentali partire per l'India o il Tibet alla "ricerca di sè stessi", perchè la Verità o sta a due o tre fusi orari di distanza, o non è fica. Dunque, tornando a Papa Bendetto XVI, l'ex sensuale Susan qualche giorno fa ha dichiarato all'Hampton Film Festival di aver regalato al Papa una copia del libro "Dead Man Walking", scritto dalla suora Helen Prejan, da lei interpretata - con tanto di Oscar vinto - nell'omonimo film.
Poi però l'attrice ha precisato: "Ma l'altro Papa, Giovanni Paolo II, non il nazista che abbiamo adesso". Uscita da manovale del pensiero, che però segue la ben nota regola che il gerarca nazista Joseph Goebbles amava ripetere, e cioè "una bugia ripetuta infinite volte diventa una verità".
La Sarandon, che è nata al sicuro in America nel 1946 (quindi non sa nulla della realtà più profonda della vita in Europa durante la Seconda guerra mondiale) non ha la minima idea di come, in paesi come l'Italia fascista o la Germania hitleriana (o anche l'Unione Sovietica comunista), si finiva con la divisa dei Balilla, delle Giovani Italiane, della Gioventù Hitleriana o dei giovani del Komsomol in modo del tutto "naturale" e pressoché automatico, essendo il Partito Unico quello che regolava la vita quotidiana e sociale degli individui.
Bill Donohue, presidente della Lega Cattolica ha risposto: «Al contrario di molti altri, Ratzinger si è rifiutato di partecipare ai meeting obbligatori. In realtà, ha disertato la gioventù hitleriana, ed è per questo che oggi gli ebrei lo considerano un amico e non un nemico». Ma questa spiegazione, forse, ha troppe preposizioni articolate, è meno efficace della battuta da festival di cui sopra e, soprattutto, non fa il suo effetto trendy nei salotti-bene di New York.
Meglio, molto meglio giocare sul nazismo del Papa o magari scrivere, come fecero divertiti quelli del "manifesto" al momento della sua elezione al soglio pontificio, che in Vaticano arrivava il "pastore tedesco". Dando all'interessato del cane e, soprattutto del cane da guardia dei nazisti.
Sono queste le "chicche" dei democratici. Quelli che ogni tre per due scandiscono parole come "tolleranza", "rispetto" e mandano a macchinetta la celebre battuta di Voltaire: "Non condivido la tua opinione ma combatterò fino alla morte affinché tu la possa esprimere" e bla bla bla. Tornando a un film degli anni Settanta interpretato da una Sarandon ai tempi giovane e bella, l'esternazione sul Papa è stata un "Horror Show". Rocky o meno, non importa.
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alle 05:14
Francesco
Ma guarda 'sta vecchia mignotta... Ormai non lo fa drizzare più a nessuno, e epr farsi notare deve dire un mucchio di stronzate comuniste! Troia.