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Milano 12 febbraio-7 marzo - "Cinema e Arte - Jean Renoir - Elisabetta Sgarbi" allo Spazio Oberdan

Lunedì 8 Febbraio 2010, 14:16 in Appuntamento al cine, News! di
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CINEMA E ARTE:
Jean Renoir - Elisabetta Sgarbi
Dal 12 febbraio al 7 marzo

Spazio Oberdan

 

Una rassegna che nasce da un’azione concreta di Cineteca Italiana per la salvaguardia e la tutela del cinema: l’acquisizione di una copia restaurata in 35mm del rarissimo Partie de campagne, uno dei maggiori capolavori di uno dei maestri riconosciuti della storia del cinema, Jean Renoir, di cui abbiamo acquisito i diritti per il circuito non commerciale e curato la sottotitolatura in italiano.

Girato nel 1936 a partire da una sceneggiatura fedele alla novella di Maupassant, Partie de Campagne, il film è uno dei più riusciti esempi di trasposizione cinematografica dei temi e dell’estetica dell’impressionismo pittorico.
Influenza confermata dall’ stesso regista che in proposito affermava “Se alcuni paesaggi e certi costumi ricordano i quadri di mio padre (il grande pittore impressionista Auguste Renoir, ndr.), la ragione è semplice: perché l’azione è ambientata all’epoca e nei luoghi in cui mio padre ha lavorato molto; e poi perché io sono suo figlio e dai propri genitori si è fatalmente influenzati. Ho rifatto dunque uno studio del gesto dei pittori della sua generazione”

Sempre di Renoir sono in programma altri sei film: tre sonori (La regola del gioco, Toni, L’angelo del male)e i muti La fiammiferaia, Nana, accompagnati dal vivo dal pianoforte di Francesca Badalini a cui si aggiunge Tire au flanc  con il commento musicale dal vivo del jazzista Antonio Zambrini. Belle di notte; La notte che si sposta – Gianfranco Ferroni; Il pianto della statua; Apparizioni – Mathias Gruenewald.

Questi i titoli dei film di Elisabetta Sgarbi, abbinati a quattro delle cinque proiezioni di Partie de campagne, che arricchiranno la proposta.
I documentari di Elisabetta Sgarbi, frutto di un lungo lavoro di ricerca, sono realizzati per portare in luce i nomi di autori sconosciuti ai più, conducendo a un tempo una riflessione importante sul linguaggio cinematografico e pittorico.
Venerdì 12 febbraio, alle ore 21, in occasione della inaugurazione dell’iniziativa, Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi e il critico cinematografico Alberto Pezzotta saranno presenti in sala per introdurre le proiezioni.

“La scelta di dedicare una rassegna al cinema di Jean Renoir è coerente con una politica culturale orientata all’eccellenza ed alla qualità senza compromessi”, dichiara il Vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna. “Il cinema di Renoir è stato sempre capace di rinnovarsi e  modificarsi, di lavorare sulle forme e sul linguaggio, di sperimentare costantemente. Grazie al contributo di Elisabetta Sgarbi, inoltre, arte e cinema si fonderanno armonicamente per un risultato di grande impatto estetico e non solo. La Provincia è  perciò orgogliosa di ospitare un evento capace di innalzare il livello della vita culturale milanese”, conclude Maerna.

Calendario delle proiezioni:

Ve. 12 feb. (h 21)/Do. 14 feb. (h 17)/ Do. 21 feb. (h 17) Do. 28 feb. (h 17)/Do. 7 mar. (h 17)
Partie de campagne (t.l. Una gita in campagna)

R.: Jean Renoir. Sc.: Jean Renoir, da una novella di Guy de Maupassant. Fot.: Claude Renoir jr. scenog.: Robert Gys. Mont: Margherite Houllé, Marionette Cadix. Mus.: Joseph  Kosma. Assistenti alla regia: Jacques Brunius, Jacques Becker, Yves Allégret, Henri Cartier-Bresson, Claude Heymann, Luchino Visconti. Int.:Sylvia Bataille (Henriette Dufour), Jeanne Marken (Mme Juliette Dufour), Georges St. Saens, alias Georges Darnoux (Henri), Jacques Borel, alias Jacques Brunius (Rodolphe), André Gabriello (M. Dufour), Paul Temps (Anatole), Jean Renoir (l’oste Poulian), Pierre Lestringuez (il vecchio prete), Henri Cartier-Bresson, Georges Bataille (studenti seminaristi), Alain Renoir (il ragazzo che pesca). Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. ital., copia restaurata.
Monsieur Dufour, un venditore parigino, va a passare una giornata in campagna con la moglie Juliette, la nonna, la figlia Henriette e il contabile Anatole. Alla locanda del signor Poulain, incontrano due giovanotti, esperti canottieri e seduttori, Henri e Rodolphe. Il primo, di indole romantica, è stanco di amorazzi, ma l’amico lo coinvolge nel tentativo di sedurre la ragazza. Dopo una prima superficiale conoscenza, propongono al padre di portare sua moglie e sua figlia in barca sul fiume. La passeggiata in barca procede nell’afa di un pomeriggio d’estate che minaccia il temporale. Mentre la madre non sembra insensibile al fascino di Rodolphe, in un isoletta solitaria la figlia si concede ad Henri. Il temporale interrompe bruscamente quel bel sogno d’amore senza avvenire. Una domenica di qualche tempo dopo, Henri sta remando sul fiume, d’istinto si accosta all’isoletta
della sua storia con Henriette e la trova là. Ma la ragazza non è sola, è venuta con Anatole, il marito impostole dal padre. «Ci torno spesso qui…» mormora malinconico il canottiere. «Io ci penso tutte le sere…» confessa lei in
un sospiro.

Ve. 12 feb. (dopo Partie de campagne, dalle h 21)
Belle di notte

R.:Elisabetta Sgarbi. Fot.:Elio Bisignani. Mont.:Luciano Marenzoni. Italia, 2001, col., 47’.
Un temporale provoca una temporanea sospensione di luce elettrica durante una visita del regista Luciano Emmer alla Collezione Pamphili. Vittorio Sgarbi, che a quella collezione ha dato vita, accompagna nel buio il regista nelle stanze del palazzo. È tutto buio, solo l’occhio luminoso di una torcia ci accompagna, al seguito dei due, alla scoperta di personaggi scolpiti e dipinti che fanno apparizione in questa nuova reverie nocturne. Un occhio insistentemente spalancato ci fa (stra)vedere, vediamo di più. Una situazione analoga a quella della Galleria Borghese visitata da Emmer in una notte e qui “sognata” dal regista mentre si racconta al critico. Sono belle di notte la Collezione Pamphili e la Galleria Borghese. Poi tutto finisce nel buio ovvero “nella buità”. Presentato al Torino Film Festival 2001, al Festival Arcipelago 2002, Premio Libero Bizzarri 2002.
Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi e il critico cinematograficoAlberto Pezzotta saranno presenti in sala per introdurre le proiezioni.

Do. 21 feb. (dopo Partie de campagne, dalle h 17)
La notte che si sposta - Gianfranco Ferroni

R.:Elisabetta Sgarbi. Sogg.:enrico ghezzi. Fot.:Elio Bisignani. Mont.:Luciano Marenzoni. Italia, 2002, col., 31’.
La notte che si sposta - Gianfranco Ferroni, è una stanza vuota in cui si rincorrono altre stanze vuote. Spazi in movimento riflessi in uno specchio, gabinetti mistici abbagliati d’ombra, triangoli di luce in fuga dalle tele di Ferroni per comporre, nel suo studio, una serie ripetuta di quadri “veri”, ombre ferme e ombre che passeggiano, una luna che entra e esce a suo piacimento. «E chi può dire che Ferroni manchi da quelle stanze? È in quello spazio, in quel fuoco, in quella luce, in quegli oggetti: è anzi lui lo spazio , il fuoco, gli oggetti…»
Gianfranco Ferroni è nato a Livorno il 22 Febbraio 1927 e morto a Bergamo il 12 Maggio 2001. Non ha mai voluto farsi filmare e questo isolato racconto è un omaggio a Ferroni di Arialdo Ceribelli, curatore della sua opera e suo amico. Presentato alla 59a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a InVideo 2003, Bos’art 2005

Do. 28 feb. (dopo Partie de campagne, dalle ore 17)
Il pianto della statua

R.:Elisabetta Sgarbi. Fot.:Daniele Baldacci, con un contributo di Elio Bisignani. Mont.:Luciano Marenzoni. Aiuto
regia:Eugenio Lio. Racconti di: Tahar Ben Jelloun, Michael Cimino, Diego Marani, George Romero, Vittorio Sgarbi, Pino Roveredo, Lucrezia Lerro, Antonio Scurati. Voci di:Anna Bonaiuto, Toni Servillo. Mus.:Franco Battiato, Roberto Cacciapaglia, Anthony & the Johnsons. Italia, 2007, col., 50’.
Questo film, il cui titolo trae ispirazione da un’opera di Corrado Govoni del 1930, nasce dal desiderio di dare voce a quel mirabile “teatro sacro” in cui potremmo riassumere il senso profondo dei “compianti”, capolavori scultorei dell’arte umanistica e rinascimentale in cui pare essersi incarnata tutta l’esperienza del dolore umano illuminato dalla scintilla ultraterrena della fede. È un teatro che si trasforma in cinema, sfruttando le immense potenzialità d’immagine di queste composizioni “materiche” quasi senza tempo, quali sono effettivamente quelle di Niccolò dell’Arca, di Guido Mazzoni e di Antonio Begarelli. E che si trasforma anche in letteratura, come stanno a mostrare, con estrema evidenza rappresentativa, i testi che accompagnano il film di cineasti internazionali, come Michael Cimino e George Romero, e di scrittori di diversa provenienza, come Antonio Scurati, Diego Marani, Pino Roveredo, Lucrezia Lerro e Vittorio Sgarbi. Le voci intense di Anna Bonaiuto e Toni Servillo danno poi corpo vivo e reale al canto d’amore e di dolore in cui si risolvono questi testi, fino a sciogliere le statue in un un pianto liquido, restituendo quasi allo spettatore l’originaria esperienza che ispirò/inquietò gli artisti dei Compianti. Ed è per questo che la visione teatrale che si produce grazie e attraverso quelle opere inimitabili e non minori , diventa, per il tramite della macchina da presa, una visione centuplicata: che riafferma, al di là di ogni limite interpretativo, una simbiosi di arte, cinema e letteratura.

Do. 7 mar. (dopo Partie de campagne, dalle ore 17)
Apparizioni - Mathias Gruenewald

R.:Elisabetta Sgarbi. Sogg.:Giovanni Reale. Fot.: Elio Bisignani. Mont.: Luciano Marenzoni. Aiuto regia:Eugenio Lio. Mus.:Roberto Cacciapaglia: La Scomparsa di Giove (da incontri con l’Anima),Lux Libera Nos (da Tempus Fugit: soprano Luisa Cottifogli), Michael Angelus Pacis (da incontri con l’Anima: soprano Dora Carofiglio), How Long (da incontri con l’Anima: soprano Nuria Rial), Aurea Carmina (coro dell’Accademia di Santa Cecilia, baritono Simone Alaimo), Preghiera della Sera (da Tempus Fugit: soprano Luisa Cottifogli), Lamentazioni di Geremia (controtenore Giuseppe Zambon). Italia, 2006, col., 20’.
«Esso appare, non appena si entra, violento, e vi sbalordisce di colpo con il terrificante incubo di un calvario. È come il tifone di un’arte sfrenata che passa e vi trascina.» La pala di Isenheim (1518), ora nel Museo di Unterlinden a Colmar, opera del grande pittore Mathias Gruenewald, appare e scompare in questo racconto in movimento come una intermittenza impazzita dell’occhio che, accecato, offusca lo sguardo e cattura la preda. Schegge di un polittico che sillabano una teoria del dolore, e della felicità che cade. (Girato a partire da una antologia di testi a cura di Giovanni Reale).

Do. 28 feb. (h 19)
L’angelo del male

R. e Sc.:Jean Renoir, dall’omonimo romanzo di Emile Zola. Scenogr.:Eugène Lourié. Fot.:Curt Courant. Mus.: Joseph Kosma. Int.:Jean Gabin, Simone Simon, Fernand Le- doux, Julien Carette, Jenny Hélia. Francia, 1938, b/n, 100’.
Jacques Lantier è un macchinista di treno, dal carattere violento e passionale, spinto all’etilismo da una tara ereditaria. L’uomo è al corrente di un delitto: il vicecapostazione Roubaud, marito di Séverine, ha ucciso il ricco seduttore della donna. Per tacitarlo, Séverine seduce Lantier, e poi, innamoratasi di lui, tenta di indurlo a uccidere il marito. Durante una crisi, Lantier uccide invece la donna, e poi si suicida gettandosi dal treno in corsa.

Ve. 26 feb. (h 21.30)
Nanà

R.: Jean Renoir. Sc.:Pierre Lestringuez, dal romanzo omonimo di Émile Zola. Int.:Catherine Hessling, Jean Angelo, Werner Krauss, Raymond Guérin-Catelain, Jacqueline Forzane. Francia, 1926, b/n, 100’, muto.
Opera rarissima,Nana racconta di una attricetta di provincia assai ambiziosa che decide di sfruttare il proprio corpo per fare carriera. Condurrà molti dei suoi amanti al suicidio, ma anche lei non farà una bella fine.
Accompagnamento dal vivo al pianoforte di Francesca Badalini.

Do. 14 feb. (dopo Partie de campagne, dalle h 17)
La Petite marchande d’allumettes (La piccola fiammiferaia)

R.:J. Renoir, J. Tedesco. Sc.:J. Renoir; Int.:Catherine Hessling, Manuel Raabi, Jean Storm, Amy Wells. Francia,
1928, b/n., 40’, v.o. sott. ital., muto.
La notte di San Silvestro una bella venditrice di fiammiferi di nome Karen, rabbrividisce di freddo mentre la gente le passa vicino e a malapena la nota. Non essendo riuscita a vendere niente, la ragazza si addormenta per il freddo e inizia a sognare. Karen si trova in un negozio di giocattoli in cui i giocattoli intorno lei - compreso un battaglione dei soldati di legno - si animano. Karen si innamora di uno dei soldati giocattolo, un bello e giovane ufficiale…
Accompagnamento dal vivo al pianoforte di Francesca Badalini.

Ve. 5 mar. (h 21.30)
La regola del gioco

R. e Sc.:J. Renoir; Int.:Marcel Dalio, Nera Grégor, Roland Toutain, Jean Renoir, Mila Parcly, Odette Talazac, Pierre Magnier, Pierre Nay, Richard Francoeur, Claire Gerard, Anne Mayen, Roger Forster, Ni-colas Amato, Tony Corteggiarli,  Paulcttc Dubost, Gaston Modot, Julien Carette. Francia, 1939, b/n, 115’.
Il marchese Chesnay lascia l’amante per non perdere la moglie che, a sua volta, ha due spasimanti, un aviatore e un amico di questi. Intanto anche i relativi domestici intrecciano storie sentimentali. Ma le regole del gioco del ‘bel mondo’ basate sull’ipocrisia vengono infrante dal guardiacaccia che uccide l’aviatore credendolo in compagnia di sua moglie. Il marchese riuscirà comunque a rassicurare tutti in modo che il gioco possa ricominciare come prima.

Do. 7 mar. (h 19)
Tire au flanc

R.:Jean Renoir. Sc.:J. Renoir, Claude Heymann, André Cerf, dal vaudeville di A. Mouézy-Eon e A. Sylvane.  int.:Michel Simon, Georges Pomiés, Fridette Fatton, Felix Oudart, Jeanne Helbing. Francia, 1929, b/n, 95’, muto, v.o. sott. ital.
Un giovane poeta appartenente a una famiglia alto borghese deve partire per il servizio militare. La madre cerca
di rendergli la cosa meno dura raccomandandolo al colonnello e riuscendo a far arruolare con lui il suo  maggiordomo. Ma così il ragazzo diventa rapidamente lo zimbello di tutta la camerata e in più la sua fidanzata approfitta della sua assenza per concedersi una tresca con un giovane tenentino.
Accompagnamento dal vivo al pianoforte di Antonio Zambrini.

Do. 14 feb. (h 19)
Toni

R.:Jean Renoir. Sc.:J. Renoir, Carl Einstein, tratta dalla documentazione su un autentico fatto di cronaca raccolta da Jacques Mortier. Int.:Charles Blavette, Jenny Helia, Célia Montalvan, Edouard Delmont, Max Dalban. Francia, 1934, b/n, 84’.
Emigrato in Francia, l’italiano Toni lavora in una cava. La sua affittacamere, Marie, ha un debole per lui, e Toni finisce per sposarla. In realtà, continua ad amare la bella e audace Josefa, a sua volta sposata con il capocantiere, dal quale era stata violentata. Marie è consapevole della situazione, e un giorno tenta il suicidio. Toni si decide a seguire i suoi sentimenti, riprendendo la storia con Josefa, che intanto medita di uccidere il marito…



Modalità d’ingresso:

Cinetessera annuale: € 3,00, valida anche per le proiezioni all’Area Metropolis 2.0
Biglietto d’ingresso: € 5,00
Spettacoli delle h 15 e h 17 feriali e h 15 festivi: € 3,00
Biglietti in prevendita: € 6,00 (più diritti di prevendita)
Carnet valido per 8 spettacoli a scelta (esclusi gli spettacoli in prevendita): € 35,00
I tesserini delle Università sono validi come Cinetessera 2009

Info per il pubblico:
www.cinetecamilano.it - 02.7740.6316 (a partire da 30’ prima dell’inizio del primo spettacolo di ogni giorno)

www.provincia.milano.it/cultura - 02.7740.6300

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