“HELL BOY II – The Golden Army”: una festa per gli occhi, un deserto per l’anima
Pubblicato da Ferruccio Gattuso alle 14:24 in Crisi di nervi, Recensioni
Ma che strazio. Attenti al Cine sposa appieno le (poche) critiche malevole di alcune penne americane (come Jeffrey Wells, citato da Bad Taste: è riuscito a dare del decerebrato ai fan di questo cine-genere) sull’annunciato “capolavoro” di Guillermo Del Toro, Hellboy II – The Golden Army. Abbiamo visto il film e, come da titolo, consideriamo questo videogame impazzito una festa per gli occhi, ma un deserto assoluto per l’anima. Non apparteniamo alla generazione cresciuta a pane e Playstation e, quindi, forse non possiamo capire. Ma che alcuni critici USA abbiano definito uno strazio o poco più questo rumoroso action-movie dove “ogni cosa viene distrutta in mille pezzi”, bè, ci lascia ancora qualche speranza per poter dire, e scrivere, che “il re è nudo”.
Hellboy II si appresta a sbancare il box office americano, in questo suo imminente primo weekend nelle sale? Ma chi se ne frega. Guillermo Del Toro realizza un’opera di grande impatto visivo? Ma chi se ne frega. Tanto più che siamo in epoca di estreme potenzialità in computer graphic e questa missione non sembra tra le più improbabili. E poi: ha realmente senso tuffarsi in un film come in un caleidoscopio nel quale l’unica cifra emotiva nasce dallo stupore per le immagini?
Il film regala un paio di quadretti da commedia, dotati di una certa sapida ironia? Non basta, se tutto viene pigiato a forza in un rutilante e incessante rito di distruzione e “mostrismo” tra l’horror e il disgusto (da brividi i ragnetti volanti, affamati e killer liberati in una galleria d’arte dal Supercattivo di turno).
Hellboy (Ron Perlman), l’amata Liz (Selma Blair, uno dei migliori motivi per cui vedere il film), il fido amico acquatico Abe devono fermare un guerriero agilissimo, il Principe Nuada, deciso a dichiarare guerra agli umani avvalendosi di un esercito automatizzato (l’Esercito d’Oro del titolo) indistruttibile. Gli umani diffidano dei “mostri” come Hellboy ma loro hanno cuore buono e sopportano, et cetera et cetera. Insomma, la storia è prevedibile in ogni suo risvolto e, come pochi (troppo pochi) si sono chiesti oltreoceano, è ancora possibile definire una pena film che non lasciano nulla all’anima, che costringono a una visione in apnea emotiva, o piuttosto in trance? Boh, speriamo.
In DVD? Ovvio, Hellboy II sarà una bomba…







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